| Locorotondo
Dove la Murgia degrada, si riscontra la Valle d’Itria, un cuscinetto di verde a metà strada tra Adriatico e Jonico e su questa pianura, circondata da piccole alture, si affaccia Locorotondo; sorge linda e silente sulla sommità di un colle che cinge gli ultimi contrafforti murgiani del Barese.
Armoniosamente tondeggiante come il toponimo stesso
suggerisce, Locorotondo deve il suo nome alla morfologia assunta dal primo centro abitato, sorto attorno al Mille. Le prime casupole di un villaggio composto da
agricoltori furono edificate su un altopiano terrazzato, addossate le une alle altre, a pianta circolare, quasi a voler cingere a corona quella terra inizialmente inospitale, strappata a boschi di querce e
“fragni” per renderla coltivabile e fertile.
A scrivere la storia di Locorotondo non sono stati grandi avvenimenti o epiche imprese di valorosi condottieri, quanto la
perseverante e silenziosa attività di intere generazioni avvicendatesi nel lavoro dei campi.
Quello che si ammira è il frutto della loro opera paziente e
certosina: vigneti ed oliveti si estendono a vista d’occhio,
allineati, curati amorevolmente,
disposti con geometrica precisione a compensare i dislivelli di un suolo apparentemente arido, ma generoso per abbondanza e qualità dei prodotti. Da questi pregiati vigneti si ricava un vino bianco che ha assunto la stessa denominazione della località in cui ha origine: il D.O.C. Locorotondo. Dal gradevole profumo, ottimo per accompagnare pesce e noto ben oltre i confini regionali, il “Locorotondo” riassume in se, nobilitandola, la cultura e la tradizione contadina, denotando e caratterizzando una intera cittadina da segnalare principalmente per le bellezze paesaggistiche, riposte oltre che nella Valle d’Itria, in un centro storico integro nel rispetto architettonico ed in cui si
rispecchia l’essenzialità legata all’attività agricola della comunità.
Influenzata da tecniche costruttive tipiche del comprensorio, il borgo antico della cittadina si presenta con abitazioni rettangolari i cui tetti spioventi tradizionalmente definiti “cummerse” sono realizzati in chiancarelle, le stesse dei trulli che punteggiano di bianco una campagna altrimenti tendente ad assumere tutte le tonalità del verde. Degni di nota sono la chiesa romanica di Santa Maria la Greca e la neoclassica chiesa Matrice. Da girare in bicicletta sono le centinaia di contrade che compongono la campagna di Locorotondo, dove si possono ammirare i trulli in tutte le loro varianti, i terrazzamenti delle collinette murgesi dalle cui vette è possibile scorgere sul fondo l’azzurro mare Adriatico ed infine le ultime propaggini
pianeggianti della Terra di Bari,
laddove si congiunge al Salento.
Saporiti sono i piatti della tradizione gastronomica locale, come le orecchiette di semola e di grano duro con ragù di coniglio, gli involtini di trippa d’agnello adulto cotti in un intingolo con aggiunta di cipolla. Da non perdere nel mese di agosto le diverse
manifestazioni e sagre gastronomiche in onore del patrono S. Rocco, ed il 22 aprile la fiera-mercato dedicata a S. Giorgio Martire.
dove dormire a locorotondo
Le strutture ricettive di Locorotondo
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